La mostra “Epifanie” di Daniela Daz Moretti, presente in galleria dal 4 ottobre al 20 dicembre 2025, si propone come un viaggio sensoriale ed emotivo, un percorso che invita il visitatore a esplorare e riflettere sulla propria capacità di trasformazione interiore e di introspezione attraverso l’arte della ceramica contemporanea.
Il titolo Epifanie esprime un concetto importante per l’artista in quanto evoca un’esperienza di soglia: ciò che accade nella sottile soglia tra visibile e invisibile, tra luce e ombra, tra ciò che mostra e ciò che rimane nell’oscurità. Un passaggio in cui il gesto, la materia prendono senso, anche attraverso un disorientamento. Ogni opera diventa un rifugio simbolico di pensieri e sentimenti che emergono e si trasformano, come in un processo di rinascita personale e di scoperta interiore.
Il Nido è una forma ricorrente per l’artista e rappresenta un simbolo potente di cura – o di auto protezione – e di forza interiore, ma allo stesso tempo anche un luogo che racchiude frammenti di vita, di fragilità e insicurezze. È un’immagine che richiama il bisogno di trovare un luogo di fiducia e conforto, ma anche di accoglienza verso le proprie vulnerabilità ed emozioni più profonde.
La mostra si sviluppa attraverso diverse serie di sculture, concepiti come piccoli rifugi, con forme morbide, avvolgenti che invitano alla riflessione e alla connessione con il proprio mondo interiore. Questi lavori sono pensati come spazi di introspezione, capaci di evocare sensazioni di calore e accoglienza, ma anche di stimolare il desiderio di uscire dal proprio guscio per affrontare le sfide della vita. Sono soglia, passaggio, apertura.
Ogni scultura evoca pensieri intimi e complessi, rappresentati attraverso forme simili ma caratterizzate da palette cromatiche differenti. Questa scelta sottolinea la varietà e la ricchezza delle emotività umane: toni caldi e avvolgenti che richiamano la serenità, l’amore e la calma; colori freddi e sfumati per invitare alla riflessione, introspezione e calma interiore; tonalità più incisive per esprimere energia, forza e determinazione. La ripetizione di forme simili, unite alle variazioni cromatiche, sottolinea quanto ogni essere umano pur nella similitudine sia altresì complesso e ricco di sentimenti, e come la varietà del sentire contribuisca alla nostra unicità.
Daniela Daz Moretti, artista protagonista di questa esposizione, sottolinea quanto le sue sculture siano progettati come “epifanie”: momenti di rivelazione e consapevolezza in cui le forme morbide, scavate al loro interno, sono accoglienti e invitano lo spettatore a entrare in contatto con sé stesso. Le sue creazioni sono pensate come punti di partenza per un dialogo interiore, un’occasione di ascolto e di scoperta delle profondità dell’animo. Ogni forma si trasforma in corpo, in materia che si piega, si fende, si svuota. È traccia e rifugio.
Ad accompagnare i Nidi nel percorso espositivo le opere monotipiche, ceramiche inedite e sperimentali, nate da un solo gesto: unico contatto tra la mano, il pigmento e la superficie. Impronte irripetibili che raccontano in modo tridimensionale visivo ed esaustivo il percorso emotivo dell’artista, partendo dal pensiero, alla realizzazione fino alla sua dissolvenza. Le monotipie sono di fatto un’estensione naturale del lavoro dell’artista che integrano e arricchiscono il racconto, offrendo al visitatore una visione completa del processo creativo e delle emozioni che lo alimentano. Il gesto che si fa segno, il tempo che si fa superficie.
Attraverso questa combinazione di forme, colori e narrazione visiva, la mostra mira a stimolare una riflessione profonda sulla capacità umana di resistenza, trasformazione e rinascita, invitando ciascuno a trovare il proprio Nido interiore come spazio di pace e di crescita.