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CROMATIC-A di Susan Petri, Barbara Stefani, Elisa Vladilo (Udine 14-29 novembre 2025)

La mostra CROMATIC-A nasce da un invito dell’associazione culturale On Art di Udine alla galleria EContemporary di Trieste, per iniziare un dialogo il cui obiettivo è quello di superare i limiti territoriali, i famosi confini, anche metaforici, che condizionano il nostro agire quotidiano e la nostra prossimità fisica (forse piu’ che fisica, mentale). Presenteremo tre percorsi autonomi e distinti, tre poetiche visive fortemente caratterizzate, che trovano un punto d’incontro nell’uso della carta come materia viva e del colore come strumento espressivo e narrativo. In cromatic-a, il gesto artistico si declina in forme, tecniche e sensibilità differenti: dalla sperimentazione materica alla riflessione concettuale, dalla forza del segno alla leggerezza del colore. La carta, fragile e duttile, diventa spazio di trasformazione, mentre il colore agisce come ritmo e tensione, emozione e struttura.

Susan Petri esplora l’equilibrio tra fragilità interiore e resistenza, in opere che sembrano emergere dal silenzio per raccontare frammenti di vita. Susan Petri si esprime con la tecnica del collage o della serigrafia quale strumento di esplorazione personale. La ricerca compositiva parte da materiali (carte di grammatura e colori differenti) e l’assemblaggio delle forme che tratteggiano la sintesi visiva di articolate riflessioni. Questa dinamica –come sottolinea l’artista è urgente e necessaria – non pone l’accento sul singolo elemento generato, ma su come quel singolo elemento si rapporta agli altri con l’obiettivo finale di un insieme che è sempre qualcosa di più della somma delle sue parti. La tecnica del collage quindi per Susan Petri è uno strumento di osservazione e introspezione. Stabilizzare il suo flusso di idee nelle composizioni si traduce in una dichiarata forma di meditazione, di espressione e di libertà.


Barbara Stefani gioca con la stratificazione e la trasparenza, intrecciando memoria e percezione. In questa mostra presenta un particolare polittico quale omaggio -e personale interpretazione- dell’atmosfera sospesa de “I nottambuli” di Edward Hopper. In questo lavoro Barbara Stefani crea una sequenza visivamente geometrica e ritmata dell’opera citata su un supporto di scatole di carta, object trouvè, di primitiva utilità quali porta occhiali. La scenografia hopperiana viene attraversata dall’artista e scomposta in singole scansioni verticali: pitture ad acrilico dalla inconsueta varietà cromatica. Il susseguirsi delle inquadrature crea, nella visione di insieme, una ricomposizione originale e onirica del soggetto. L’artista ritiene che ogni singolo “frame” si possa considerare un percorso tra presente e futuro come se ad ogni passo si sostasse, indugiando intimamente, come se il passaggio precedente anticipasse quello successivo, suggerendo un continuum emotivo.

Elisa Vladilo costruisce ambienti visivi intensi, dove il colore diventa esperienza immersiva. Elisa Vladilo presenta una serie di piccoli lavori dove emerge il suo profondo studio del colore. I suoi lavori nascono da composizioni a pastello o acquerello su carta, un susseguirsi di forme geometriche quali righe, punti che si fondono a forme più morbide, ma sempre astratte, per raccontare paesaggi sospesi. Nei suoi lavori emerge un colore inteso come mezzo per trasmettere empaticamente alcuni valori-sentimenti identificabili in un atteggiamento positivo, costruttivo, felice, nei confronti della vita, in modo ludico e ironico, ma anche spirituale, riflessivo. Il colore puro apre nella percezione umana la sfera emotiva, che è un canale diretto nell’intimità, privo di sovrastrutture che spesso costituiscono un ostacolo alla disponibilità, ad una apertura verso l’esterno. In questa condizione “a nudo”, spoglia di zavorre, si ritrova un approccio più sostanziale con se stessi e col mondo circostante.

Le tre artiste sono quindi unite da una sensibilità condivisa verso il potenziale espressivo della materia, e offriranno al pubblico un viaggio tra visioni personali che dialogano tra loro, pur mantenendo la propria singolarità. “cromatic-a” non è solo una mostra: è un incontro tra linguaggi, identità e luoghi. Una riflessione sul potere della forma e del colore di creare connessioni inattese, in uno spazio comune fatto di carta, pensiero e intuizione.