Anche quest’anno la galleria è lieta di collaborare con il Trieste Film Festival
per la produzione e organizzazione di questo evento culturale della giovane artista Martina Martonsky.
Che cosa significa pensare l’essere umano non come individuo isolato, ma come parte di una rete di relazioni, attraversamenti e coabitazioni con altre forme di vita? Il concetto di olobionte, ripreso dalla biologa Lynn Margulis, ci invita a vedere ogni organismo come un’entità composta: un insieme di collaborazioni visibili e invisibili che sostengono la vita. È una prospettiva che radica l’umano in una interdipendenza profonda con milioni di specie, dentro e oltre la nostra pelle. Ne è un esempio il microbioma umano, popolato da batteri, funghi e microrganismi che influenzano metabolismo, salute, umore e contribuiscono al nostro patrimonio genetico.
Da queste idee nasce “Beyond Human Skin / Coabitazioni invisibili”, un percorso visivo che propone di ripensare il corpo umano come organismo poroso, permeabile e plurale. Attraverso fotografia, illustrazione, riprese e animazione, l’opera rende visibili presenze ultra-umane che normalmente sfuggono allo sguardo. Non per descriverle in modo didascalico, ma per creare un immaginario in cui il corpo diventa un luogo condiviso, una parte tra molte all’interno di un ecosistema multispecie vivo e complesso.
Riconoscere l’intreccio — l’entanglement — delle relazioni multispecie significa superare opposizioni come uomo/animale o sé/altro. È una visione che dialoga con il co-divenire di Donna Haraway, l’intra-azione di Karen Barad e le reti micorriziche evocate da Anna Tsing, metafore di collaborazioni diffuse e sotterranee. Se ogni essere esiste attraverso gli altri, interrogarsi sull’impatto umano sull’ecosistema diventa inevitabile: implica ripensare come abitiamo il mondo e assumere responsabilità verso i non-umani con cui coesistiamo.
La mostra si propone come un primo passo per immaginare — e forse iniziare a praticare — forme di coesistenza più sensibili, consapevoli e rispettose.
La mostra sarà visitabile dal 15 al 24 gennaio 2026 tutti i giorni dalle ore 17.00 alle ore 20.00